QUESTA SEZIONE E' DEDICATA AGLI AUTORI ALLIEVI DEL LABORATORIO. VENGONO QUI RESE NOTE LE NOTIZIE DEI LORO LAVORI, SIA QUELLI PRODOTTI DURANTE LA FREQUENZA DEL CORSO, SIA ALTRE FUTURE LORO PUBBLICAZIONI CHE VORRANNO SEGNALARCI.
INIZIAMO CON LA PUBBLICAZIONE NELL'AREA RISERVATA DEL SITO DEI RACCONTI DEGLI ALLIEVI DEL PRIMO CORSO 2010 (L'ORDINE E' ALFABETICO PER COGNOME). TUTTI I RACCONTI SONO STATI PUBBLICATI NELL'ANNUARIO 2010
Commovente storia del tenero affetto tra una zia e il suo nipotino di cinque anni, rimasti intrappolati nella casa di montagna travolta da una valanga. Dialoghi spontanei e l'attenzione alle piccole cose rendono molto familiare la vicenda e avvicinano il lettore al dramma umano della protagonista, che affronta il suo destino con grande forza d'animo. La speranza, alla fine, è racchiusa nel volo di una farfalla. (MF)
Nel minimalismo di Raymond Carver - o meglio, in quello di Gordon Lish - i personaggi non comunicano fra loro perché sembra che esista un diaframma che racchiude ciascuno nelle proprie frustrazioni, idee, pulsioni. Nessuno pretende di comunicare perché ciascuno sa che sarebbe un fallimento. Nel minimalismo di Marica Cristoferi, invece, ci troviamo davanti a due persone che vorrebbero comunicare ma non riescono a farlo, nemmeno se costrette in una situazione ideale. E' un passo in avanti rispetto a Carver-Lish, un racconto che è anche segno dei tempi in cui è stato scritto: tutti abbiamo una gran voglia di comunicare, ma non c'è nessuno che ci ascolta. Siamo già al post-minimalismo? (GG)
La storia di due persone che si sono incontrate e hanno creduto di vedere, l'uno nell'altra, il coronamento di un loro sogno. Però non sono riusciti, nella vita insieme, a togliersi il velo dell'illusione e a guardarsi realmente per quello che sono. Gerry racconta un dramma dell'incomunicabilità e abbozza nei suoi personaggi contorni psicologici costruiti su inquietanti ermetismi. (MF)
Una storia d'amore che nasce da una tragedia. Con un linguaggio semplice e diretto, l'autrice ci porta in una dimensione di vita quotidiana, quella di un viaggio in treno che chissà quante volte abbiamo fatto anche noi. Incontri casuali, qualche diffidenza iniziale, soprattutto di chi rimane immerso nei propri pensieri e con il cuore e la mente si sente già vicino a casa e alla propria famiglia. Poi l'evento imponderabile che scompiglia il gioco. E che offre a Morena Ercolani l'occasione per tratteggiare con rapidi passaggi alcuni delicati quadretti pieni di commozione. (MF)
"Lentamente muore" è un racconto che impiega la tecnica del flusso di coscienza per delineare le figure di due giovani ragazzi, del loro modo di affrontare la vita, delle loro paure e delle loro aspettative. I monologhi interiori scorrono in contrappunto/analogia con il testo della poesia "Lentamente muore" di Pablo Neruda. Il finale a sorpresa lascia il lettore nel dubbio "creativo" su cosa, di quanto letto, sia frutto della fantasia o vissuto reale dei protagonisti. (SF)
Due sorelle che covano vecchi rancori riescono a parlarsi e, finalmente, a capirsi quando una tempesta di neve le sorprende, assieme ai loro compagni, nella vecchia casa del nonno. A sorpresa, una voce dal passato libera emozioni sepolte da pregiudizi e invidie e rivela l'autenticità dei legami di famiglia. Una storia intimista che Laura racconta con garbo e molta partecipazione. (MF)
Daniela ama scrivere racconti asciutti, essenziali e deffetto e con Lost Island conferma questa sua predilezione. La prosa scarna e i dialoghi diretti e incalzanti caratterizzano efficacemente una rapida storia dazione e davventura che ha come protagonista una novella Tomb Raider. Finale a sorpresa che rovescia la prospettiva del lettore e strappa un sorriso. (SF)
"E' la Vigilia di Natale e due coniugi, con il loro unico figlio, sono in viaggio in automobile. Sono stati costretti a partire d'improvviso da Bologna per Napoli. Devono arrivare in fretta perché qualcuno li sta aspettando. Devono arrivare prima che sia troppo tardi. Ma troppo tardi per cosa? Il viaggio è lungo e i tre sono costretti a confrontarsi come forse non hanno mai fatto prima. La loro vita scorre tra autogrill, rifornimenti di benzina e code in autostrada fino a che non giungono a destinazione. E qui troveranno risposta a tante domande." Sembra la quarta di copertina di un romanzo, e l'ho scritta proprio perché il racconto di Gabriella - opportunamente adattato - si presterebbe ad essere ampliato fino ad arrivare a quelle fatidiche 2-300mila battute (spazi esclusi!): è un augurio. (GG)
Un intrigante gioco di seduzione tra due vecchi amici che si attraggono, ma hanno ciascuno la propria vita, i propri pricipi morali, le proprie frustrazioni. Complice un improvviso black out, rimangono prigionieri di un teatro, al buio. E il buio è un grande alleato dell'immaginazione e un sottile tentatore. Così, tra desiderio e senso di colpa, Maria Rosa ci racconta il sogno di una libertà interiore che si pensava perduta, ma che si può recuperare guardando dentro di sè. Anche al buio. (MF)
Con "Ernestine"; Paola porta il lettore in una classica storia western, tratteggiando i personaggi e le ambientazioni con uno sguardo divertito e con una piacevole freschezza di dettagli e descrizioni. Il racconto, che si presenta con l'ulteriore chiave di lettura di un moderno apologo sul conformismo morale, narra con allegria e sensibilità il viaggio in diligenza che cambierà la vita della giovane Ernestine e la porterà a compiere scelte che lei stessa mai avrebbe immaginato. (SF)
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