L'opera.
Francesca Boesch è una testimone di quella koiné culturale trans europea che sa valicare le frontiere, vecchie e nuove, degli Stati nazionali e dei momenti storici, oggi sempre in più rapida evoluzione. Padre russo e madre romagnola (nipote di quell’Aurelio Saffi cui Forlì ha dedicato la sua piazza principale), Francesca è nata a Roma – dove tuttora risiede – ed è un’instancabile viaggiatrice.
Dai ricordi, dagli incontri, fortuiti o per lavoro, dalle letture (Le letture! Quanto possono trasmettere le letture a chi legge! Chi scrive affida alle parole una parte di se stesso, che non sfugge al lettore attento e sensibile) Francesca ha scovato alcuni elementi della natura dei rapporti umani e ce li ha riproposti a frammenti, abbozzando la personalità delle persone “incontrate”, che per questo ci appaiono come viste in controluce.
Il tutto, se letto in chiave rigorosamente femminile, indurrebbe a pensare chegli uomini fungano solo da contorno, fossero solo un espediente ai fini riproduttivi, un accidente genetico (cosa non del tutto fuori luogo, visto che tutti nasciamo femmine, e solo alcuni, nel combinarsi dei cromosomi, cambiano poi genere).
Ma Francesca non ne fa una questione sessista o di rivalità, di competizione o che altro. No. Per lei le sue “donne in controluce” sono coloro che hanno dato un senso alla sua vita. Così come le ha incontrate, così come le ricorda, vuole donarle ai suoi lettori e si augura di trovarne molti così attenti e sensibili da cogliere quella parte di sé che Francesca ha affidato alle parole di questo libro. (MF)
L'autrice.
Francesca Boesch è nata a Roma da padre russo - Andrè Boesch - e da madre romagnola - Elide Saffi - nipote del triumviro della Repubblica Romana del 1849 Aurelio Saffi e di Alessandro Fortis, garibaldino forlivese poi Presidente del Consiglio.
Ha conseguito la laurea in Lettere e Filosofia a presso l’Università La Sapienza di Roma con tesi su Bruno Barilli (relatori Giuseppe Ungaretti e Attilio Bertolucci).
Ha lavorato prevalentemente in campo televisivo, dirigendo per anni l’ufficio di Roma delle CBS News, poi collaborando come freelance con i tre maggiori networks americani, con varie TV europee, con la BBC in qualità di programmista regista.
Ha collaborato anche a lungo con la Direzione Rapporti con l’Estero della RAI. Ha viaggiato per lavoro in numerosi Paesi,
Africa, USA, India, Europa e ha soggiornato per circa tre anni in Iran, tra Teheran e il deserto del Baluchistan.
Ha tradotto vari libri dal francese e dall’inglese tra cui “Un giorno di felicità” di Isaac Bashevis Singer per la Bompiani.
Ha pubblicato nel tempo articoli di varia umanità su quotidiani e riviste e due libri di poesie, “Frammenti” nel 1974 e “Mosaico ricomposto” nel 1989.
Le è stato assegnato il premio ”Maremma” per un saggio su Boris Pasternak. Ha al suo attivo: “Tchadòr, ricordi persiani” (Edizioni dellautore 1994 - Premio “Montecatini Terme” 1995); “Roma in trattoria... anche nel terzo Millennio” (Pieraldo Editore 2001), “Inventario della memoria – dalla Romagna agli Urali” (Editori Riuniti 2006), “Sette volte
Roma” (Soc. Poligrafica d’Arte classica e contemporanea 2009).
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