L'opera.
“Le luci nel buio di case intraviste da un treno …” Questa frase di una celebre canzone di Francesco Guccini evoca l’emozione, un po’ romantica e un po’ voyeristica, di rubare attimi di intimità domestica di gente sconosciuta. Di gente normale, anonima; di gente in fondo come tutti noi. E’ la quotidianità di un privato che non ha nulla di eclatante da raccontare e che proprio per questo ci sembra tanto familiare.
Gabriella Levrieri ci porta per mano nel suo privato e ce lo racconta con garbo, senza enfasi, senza vezzi retorici e, soprattutto, con profonda onestà anche quando quello che racconta l’ha fatta soffrire.
Dalle difficoltà di un’infanzia non facile, a cominciare dall’assenza di un padre che non l’ha voluta, alle soddisfazioni nel mondo del lavoro, ai giorni nuovamente difficili di questi anni, il racconto della vita di Gabriella è una parabola dell’Italia del secondo dopoguerra: l’uscita dalla miseria, il lavoro che non mancava, la voglia di vivere e divertirsi, il benessere, la scelta dell’uomo che diverrà il compagno della sua vita, quel Giancarlo che Gabriella ha puntato fin da adolescente, che ha caparbiamente voluto e che si tiene stretto tuttora, a riconferma che sono le donne a scegliere con chi accompagnarsi per la vita.
Leggendo i numerosi episodi che Gabriella ci racconta ritroviamo un po’ di noi stessi nei ricordi delle feste scatenate della gioventù, nel dolore per la perdita di una persona cara, nel piacere che si prova quando si sanno apprezzare le piccole cose, come una scampagnata in bicicletta, per esempio, e soprattutto nella solidità degli affetti più importanti, a cominciare dalla mamma, una splendida figura di donna coraggiosa e forte, per la quale l’autrice prova un legame così intenso che trascende tempo e spazio.
Veri sono gli episodi, reali le persone, veri i loro nomi: dopo un po’, pagina dopo pagina, anche noi lettori ci sentiamo di far parte, in qualche misura, della grande famiglia di Gabriella. (MF)
L'autrice.

Nota e apprezata parrucchiera, Gabriella Levrieri è ora in pensione e vive a Forlì con il marito Giancarlo. Per conoscere meglio la sua storia e la sua personalità suggeriamo di prendere in mano il suo libro e cominciare a leggerlo.
Recensioni.
(dicembre 2011) Questo romanzo autobiografico di Gabriella Levrieri si può definire “un romanzo di vita”, della sua, della nostra, della vita in generale. Non è il romanzo di una sola protagonista, i protagonisti sono innumerevoli, ciascuno con storie così veritiere e immediate, da sembrare inventate.
La vita privata, intensamente vissuta, si intreccia con il sociale: la rivendicazione femminista, le lotte sindacali, la televisione, i cantautori, le conquiste della medicina, l’evolversi delle tecniche nel suo lavoro di parrucchiera.
Questo dipanarsi di vita sembra interrompersi quando il dramma si abbatte sulla protagonista, ma Gabriella è abituata alla lotta senza esclusione di colpi, e affronta questo nuovo momento di vita esorcizzandolo con una nuova “storia”.
Scritta, questa nuova storia, davanti a un mare di cristallo, che tutto placa e copre, a Santa Teresa di Gallura, in Sardegna. Questa terra bruciata dal sole, che distilla i sentimenti e le emozioni trasformandoli in passioni e profondi silenzi, compie nell’autrice il sortilegio di trasformare la sua vita in “un’altra vita”. (Maria Teresa Petrini)
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